fotovoltaico: azzera la bolletta elettrica e dai sprint alla tua impresa

 

FOTOVOLTAICO:
POCHE PAROLE, DIAMO I NUMERI !

energa solare, pannello fotovoltaicoQuanto RENDE un tetto fotovoltaico di media potenza, diciamo prossimo ai 100 Kwp, integrato in una copertura di 750 metri quadrati?

  • contributo del GSE: quasi 50.000 €/anno per 20 anni, e inoltre:
  • risparmio in bolletta (in caso di autoconsumo dell'energia prodotta): fino a 20.000 €/anno per 30 (o più...) anni;
  • oppure, ricavi da vendita (in caso di vendita dell'energia prodotta): oltre 13.000 €/anno per 30 (o più...) anni.

E, quanto COSTA un impianto fotovoltaico di questa potenza?

  • costo di impianto: 300.000 € totalmente finanziabili, per es: 29.000 € x 15 anni al 5%;
  • costi ricorrenti (manutenzione & assicurazione): 2.600 €/anno x 30 anni.

E, quanto DURA un impianto fotovoltaico?

  • almeno 30 anni.

Ok, è un affare, ma... l'aspetto ECOLOGICO?

  • risparmio di petrolio: oltre 1.000 tonnellate in 30 anni;
  • emissioni di CO2 evitate: oltre 2.200 tonnellate in 30 anni.

Nota: Dati riferiti ad un impianto fotovoltaico reale di potenza vicina ai 100 Kwp situato a Brescia, orientato a sud, integrato nella copertura, inclinazione 30%. Ipotesi di calcolo: produzione decrescente dello 0,4% annuo, inflazione pari al 4% annuo.
Produzione, contributo e costi variano in funzione della tipologia e della potenza dell’impianto, della posizione e dell’orientamento, come illustrato qui di seguito.
Per dettagli sui calcoli effettuati, si veda il business plan riportato in altra pagina.

Fotovoltaico: Come funziona

pannello fotovoltaicoI pannelli fotovoltaici sono costituiti da un certo numero di celle di silicio che esposte al sole producono energia elettrica.

Per ottimizzarne il rendimento in base all'esposizione e all'inclinazione della falda possono essere utilizzati pannelli tecnologicamente differenti (in silicio amorfo, cristallino, policristallino, thin film).

Un inverter trasforma quindi l'energia prodotta da continua in alternata. L'energia a quel punto viene inviata ad un contatore e immessa in rete.

Per una buona redditività, la qualità dei materiali è fondamentale: non solo la qualità dei pannelli, ma anche quella degli inverter e delle linee, al fine di garantire dissipazioni limitate.

La vita media utile di un impianto può arrivare a 35-40 anni.
I produttori di pannelli devono garantire per legge che dopo 25 anni il rendimento degli stessi non scenda sotto l'80% di quello iniziale (con un calo di resa massimo, quindi del 20%).

I ricavi:
"Conto Energia" e
"Scambio sul posto"

Il quadro normativo attuale prevede incentivi molto interessanti, iter semplificati rispetto al passato, e la certezza dell’incentivo.

Il “CONTO ENERGIA” prevede infatti un contributo erogato per 20 anni dal GSE (Gestore dell’Energia Elettrica, Ente Pubblico).

tabella-conto-energiaCome evidenziato nella tabella qui a lato, la misura del contributo varia in funzione della tipologia dell’impianto (“Integrato” nel tetto, “Parzialmente integrato” cioè per esempio fissato sopra il tetto, o “Non Integrato”) ed è inversamente proporzionale alla potenza dell’impianto stesso (maggiore la potenza, minore il contributo).
Tale contributo viene maggiorato del 5% nel caso di rifacimento della copertura con smaltimento di amianto.

esempio resa fotovoltaico

Così, per esempio, un impianto entrato in funzione nel 2010, in totale integrazione e di potenza superiore ai 20 Kwp, percepirà un contributo pari a 0,422 euro per ogni kilowattora prodotto nei 20 anni successivi alla sua entrata in funzione.

E l'energia prodotta? Questa resta di proprietà del produttore che può utilizzarla o venderla. La normativa dello "SCAMBIO SUL POSTO" prevede che l'energia prodotta in eccesso rispetto a quella utilizzata venga acquistata dal fornitore elettrico utilizzato (Enel, A2A, ecc.).

In pratica l'azienda (o il privato), in momenti anche diversi, preleverà e immetterà energia nella rete elettrica (indipendentemente dal fornitore utilizzato) secondo le sue necessità e il GSE opererà una compensazione economica tra l'energia immessa e quella prelevata.
Se l'energia prodotta è superiore a quella prelevata, il proprietario dell'impianto vedrà azzerata la propria bolletta elettrica, mentre l'energia prodotta in sovrappiù sarà remunerata sulla base di una tariffa prefissata che, oggi, è di circa 0,11 euro per kilowattora. Il risparmio sull'energia autoconsumata è pari alla tariffa oggi pagata al fornitore di energia(Enel, A2A, ecc.). Tale tariffa dipende da vari parametri, dal fornitore, dal tipo di contratto che si è riusciti a spuntare; in linea di massima, oggi oscilla oggi tra un minimo di 0,12/0,14 euro per kwh fino ad oltre 0,18 euro per kwh.

Ogni kwh prodotto dall'impianto ha quindi una doppia remunerazione:

  • il contributo del GSE, determinato in base al tipo di impianto e alla sua potenza nominale;
  • il valore di mercato dell'energia in termini di risparmio (in caso di autoconsumo) o di ricavo (in caso di vendita).
esempio resa fotovoltaico

Nel caso sopra ipotizzato, se tutta l'energia prodotta fosse venduta, la remunerazione per ogni kwh sarebbe quindi di euro 0,422 + 0,112, mentre se tutta l'energia fosse autoconsumata la remunerazione sarebbe di euro 0,422 + il costo attuale dell'energia per l'azienda (0,12 / 0,18 euro).

La convenienza economica dell'impianto fotovoltaico

i vantaggi dell'energa solare, la redditività del pannello fotovoltaico Il contributo del GSE per ogni kwh prodotto è fisso e garantito per 20 anni. Il risparmio per l'autoconsumo e il ricavo per la vendita dell'energia prodotta si otterranno per tutta la durata dell'impianto (fino a 35/40 anni, minimo 30). La misura del risparmio per kwh è pari al costo oggi pagato dall'impresa in bolletta (e crescerà anno dopo anno al crescere del costo dell'energia) e così pure crescerà il ricavo dalla vendita dell'energia, oggi pari a 0,11 euro, in base al tasso di inflazione.

Nei nostri business plan abbiamo prudenzialmente considerato costi e ricavi di 30 anni, abbiamo ipotizzato un tasso di inflazione del 4% annuo e lo abbiamo applicato a costi e ricavi (escluso il contributo del GSE, fisso). Abbiamo infine tenuto conto di una resa decrescente dell'impianto in ragione dello 0,4% annuo. Ipotesi largamente prudenziali, considerata la qualità dei materiali da noi proposti.
Cosa ci dicono i business plan?

  • un impianto delle dimensioni ipotizzate (circa 100 Kwp) si ripaga in circa 7 anni;
  • il solo contributo del GSE copre ampiamente il costo dell'impianto, i costi ricorrenti di manutenzione e di assicurazione e gli eventuali oneri finanziari (in caso di acquisto tramite leasing o mutuo). E tutta l'energia prodotta è a disposizione dell'azienda per l'autoconsumo e/o per la vendita.
esempio resa fotovoltaico

Prendiamo ad esempio i dati del business plan già citato sopra: impianto di elevata qualità, di circa 100 Kwp, integrato nella copertura, situato a Brescia, orientato a Sud e inclinato a 30°.
Produzione attesa: 118 mila kwh/anno;
Contributo del GSE: 0,422 euro/Kwh;
Risparmio per autoconsumo: 0,17 euro/Kwh o, in alternativa:
Ricavo da vendita energia: 0,112 euro/Kwh;
Costo totale dell'impianto: 400.000 euro;
Ricavo da Conto Energia (contributo GSE) 49.900 euro/anno per 20 anni
Risparmio per autoconsumo: 21.000 euro/anno per 30 anni o, in alternativa:
Ricavo da vendita energia: 13.200 euro/anno per 30 anni;
Ulteriori ipotesi: diminuzione resa impianto 0,4% annuo, inflazione 4%annuo
Ricavi da Conto Energia in 20 anni: 960.000 euro;
Risparmio per autoconsumo in 30 anni: 1.110.000 euro o, in alternativa:
Ricavo da vendita energia in 30 anni: 690.000 euro;
Finanziamento in 15 anni, tasso 5%: 37.600 euro/anno per 15 anni;
Interessi totali in 15 anni: 165.000 euro


Dotarsi di un impianto fotovoltaico dimensionato sulla base dei consumi aziendali, significa quindi non solo azzerare la bolletta elettrica, per almeno 30 anni, ma ottenere ulteriori rilevanti flussi di cassa grazie all'attuale misura degli incentivi.

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